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Una breve guida al patrimonio culturale e artistico di una delle zone più belle della Sicilia:


LE ISOLE EGADI

Da Trapani, volgendo lo sguardo verso il mare, si stagliano incantevoli le Isole Egadi, precedute da piccoli isolotti (Faraglione, Formica e Maraone), tutte diverse l’una dall’altra. Fu grazie alla pesca del tonno che le tre isole, in particolare Favignana, raggiunsero in pochi decenni una vera floridezza di cui godevano tutti gli abitanti, dai pescatori agli imprenditori. Quest’ultimi furono dapprima Liguri – che acquistarono l’arcipelago nel XVII secolo – e poi i Florio, la potente famiglia palermitana il cui palazzo, edificato dall’architetto Almeyda, si può ancora ammirare a Favignana. Grazie ai Florio la “mattanza”, oggi meta di molti turisti, ricevette nuovo impulso diventando una delle più importanti dell’isola.

FAVIGNANA: la mitica Aegusa, legata alla leggenda omerica come Isola delle Capre, il cui nome attuale deriva forse dal Favonio, il vento di ponente che soffia in primavera, è l’isola più grande dell’arcipelago. L’isola apparentemente arida offre in realtà uno splendido paesaggio marino che si fonde con una grande varietà di specie vegetali. Irresistibile richiamo tra la metà di maggio e la metà di giugno è la mattanza del tonno, che vede accorrere nell’isola turisti, giornalisti, fotografi ed operatori cinematografici per vedere un “rito” che dai primordi degli insediamenti umani si rinnova ogni primavera per i tonnaroti, nei canti delle “cialome”, canti tradizionali di invocazione religiosa per propiziarsi un ricco pescato che possa garantire un buon salario per buona parte dell’anno.

LEVANZO: isola di silenzio e solitudine e oasi per solitari amanti del mare, si estende per una superficie di sei chilometri quadrati, in cui si alternano nell’incontaminata macchia mediterranea circa quattrocento specie di flora rupestre. Attraversata da un’unica strada, l’isola è disseminata di grotte e può essere meglio apprezzata se non si rinuncia al periplo dell’isola in barca. Ma la vera notorietà di Levanzo è legata alla scoperta nel 1949 della Grotta del Genovese, che conserva un’importante chiave di lettura della nostra civiltà, con i suoi graffiti preistorici. 

MARETTIMO: è l’isola più lontana dell’arcipelago, deriva il suo nome attuale da quello segnato nelle carte di coloro che andavano per mare. Offre al visitatore che approda nell’isola un paradiso naturale, caratterizzato da una fitta vegetazione mediterranea, da numerosi paleoendemismi e da un susseguirsi di cime e strapiombi che calano a picco sull’acqua, da grotte d’abrasione marina: Grotta del Cammello, Tuono, Pipa, Bombarda e Bombardella (per i boati che vi produce il moto ondoso), la Perciata (ricchissima di stalattiti), la grotta del Presepe che con i suoi depositi calcarei ha creato figure rappresentanti la Natività. Il piccolo agglomerato urbano di Marettimo conserva testimonianze della presenza romana e un Castello del XVII secolo eretto sui resti di una torre d’avvistamento saracena.

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